domenica 26 novembre 2017

"Il gigante con i piedi d'argilla" #sapere per fare #impresa

Quando fare impresa diventa solo una questione di business si crea la condizione del: "il gigante con i piedi d'argilla".



10 PUNTI CHE MERITANO ALMENO UNA RIFLESSIONE.
1. mantenere gli accordi presi, rispettare la parola data avere sani principi e valori, essere onesto con tutte le persone. 2. disciplinare se stessi, soprattutto sulle attività strategiche avere una buona autodisciplina, imporsi di fare, forzarsi. 3. creare una rete di alleanze andare d’accordo con le persone e creare feeling. 4. fare in modo di avere armonia anche nella sfera personale avere un compagno/a di vita che ti sostiene. 5. non risparmiarsi, fare anche le cose che non ci piacciono lavorare più duramente degli altri. 6. provare passione per quello che si sta facendo amare il proprio lavoro, la propria azienda, i propri clienti e il loro stile. 7. avere doti di leadership essere in grado di trascinare, coinvolgere e far sognare le persone. 8. essere ambiziosi, desiderare qualcosa di più possedere spirito competitivo, deve piacere la sfida. 9. essere ben organizzati saper organizzarsi e organizzare consente di avere tempo a disposizione. 10. saper vendere avere la capacità di trasferire le proprie idee anche agli altri e vendere i propri prodotti/servizi.




martedì 24 ottobre 2017

Meritxell Costa, giovane imprenditrice che ai suoi dipendenti non ha mai chiesto il curriculum.

Chi sta cercando di introdursi nel mondo del lavoro sta prendendo atto di come questo si sia fatto cinico nei confronti delle persone che si presentano ai colloqui: poco altro viene chiesto oltre al curriculum e una lettera di referenze, quando invece ci sarebbe da conoscere molto di più la persona che si presenta all’appuntamento.

Alcune aziende si sono già rese conto che il cartaceo spesso non rispecchia il valore del lavoratore e che quindi è necessario dare più importanza alla personalità nella scelta dei curricula.

La storia che vi riportiamo vede come protagonista Meritxell Costa, giovane imprenditrice che ai suoi dipendenti non ha mai chiesto il curriculum.  

La giovane imprenditrice ha fatto del “circondarsi di persone felici” una filosofia di vita prima di una strategia lavorativa da cui trarre benefici economici.

Proprio per questo ideale ha lasciato un posto di lavoro stabile e ben retribuito all’età di 22 anni, perché non si sentiva a suo agio.

Solo rendendosi una persona felice ha potuto seguire i suoi sogni e diventare una donna di successo: oggi, a 33 anni, è la fondatrice di un’azienda di marketing e comunicazione che porta il suo nome. Tiene anche lezioni universitarie durante le quali racconta ai futuri lavoratori la sua esperienza e i suoi ideali.

“Ai miei dipendenti non chiedo il curriculum, ma di essere brave persone”, afferma. Le aziende non hanno bisogno di infinite referenze, ma prima di tutto di persone serie che abbiano voglia di abbracciare un obiettivo comune.

Un curriculum non dice nulla, parla solo di cose oggettive: ma non hanno altrettanta importanza quelle soggettive? Quello che piace fare ad una persona, il modo in cui si approccia ad un problema e come gestisce lo stress.

Le persone che fanno parte della mia azienda le conosco bene, anche se non ho mai visto un loro curriculum: so che sono persone affidabili, che svolgono il lavoro con passione e che sono in grado di portare avanti l’azienda in caso di una mia assenza.

La società appartiene a tutti, non è solo mia.
Io cresco insieme ai miei dipendenti: non ci sono orari, ognuno sa come gestire le proprie giornate. Il riposo è propedeutico per il giorno successivo. In compenso in ufficio c’è sempre cioccolata e caffè caldo.

Al lavoro è importante essere felici: ci si passa gran parte della giornata e deve essere confortevole, anche per quanto riguarda gli indumenti che si indossano.

A chi ha deciso di cambiare lavoro consiglio di riflettere sulle ragioni e sui passaggi da fare: l’ego, lo stipendio e i contrasti con il capo non sono dei buoni motivi, lo è invece l’opportunità di crescita. Se in un’azienda si sente di non poter crescere ulteriormente, non ha più senso continuare a lavorare in quel posto.


Per essere un lavoratore felice bisogna partecipare attivamente al lavoro e alla vita aziendale, avere un costante spirito di iniziativa.


giovedì 12 ottobre 2017

Stai per uscire dal regime forfettario? #sapere per #fareimpresa

L'Italia se desta 

Ottimo video di Luca Ferrini

Stai per uscire dal regime forfettario?
ASPETTA!!! Guarda questo video prima.
La tassazione che ti aspetta potrebbe sorprenderti.



Precisazione: la tassazione è considerata in valore assoluto per anno sia essa dovuta per ritenuta d'acconto, per acconti o per saldo. 




mercoledì 4 ottobre 2017

1+1=3 “Nessun uomo è un’isola” decantava, nel 1600, il poeta inglese John Donne"




“Nessun uomo è un’isola” decantava, nel 1600, il poeta inglese John Donne"





Lavorare da soli può dare grandi soddisfazioni, ma a ben guardare, nessuno di noi può dare il meglio di sé, se rimane isolato. Anche e soprattutto al lavoro dove la capacità di coordinarsi con gli altri risulta essere sempre più richiesta. Le gratificazioni più robuste arriveranno solo se si sceglierà di mettersi in gioco con gli altri. Fare squadra al lavoro significa, infatti, disporre di un “patrimonio” inestimabile fatto di energie, competenze, idee, visioni, proposte e soluzioni differenti. Di più: coordinarsi con gli altri vuol dire concedersi la possibilità di imparare costantemente qualcosa di nuovo e di crescere. Non solo nel lavoro. Fare squadra al lavoro può rivelarsi, insomma, salvifico. Ecco perché sempre più aziende dovrebbero occuparsi “team building” e scommettere su tutta una serie di attività – formative e ludiche – tese a costruire un gruppo coeso e motivato. Si va dalle classiche discussioni in azienda, con tanto di filmati da visionare o case history da analizzare, ai giochi di ruolo fino alle proposte più “ardite” che prevedono la possibilità di far vivere un’esperienza difficile ai dipendenti. Una giornata trascorsa a fare rafting o alpinismo può far aprire gli occhi anche ai più riottosi e convincerli che mettersi a disposizione degli altri e collaborare è la gratificazione più grande che ci si possa concedere.

Perché, come dice l’autore americano, John Maxwell: “Uno è un numero troppo piccolo per raggiungere la grandezza”.


giovedì 28 settembre 2017

Contratto a termine e diritto di precedenza #SAPERE PER #FAREIMPRESA

Quante aziende lo stanno ottemperando? Quanti lavoratori lo conoscono?

Da non sottovalutare sopratutto le cooperative.
Art. 24 - Diritti di precedenza 1. Salvo diversa disposizione dei contratti collettivi, il lavoratore che, nell'esecuzione di uno o piu' contratti a tempo determinato presso la stessa azienda, ha prestato attivita' lavorativa per un periodo superiore a sei mesi ha diritto di precedenza nelle assunzioni a tempo indeterminato effettuate dal datore di lavoro entro i successivi dodici mesi con riferimento alle mansioni gia' espletate in esecuzione dei rapporti a termine. 2. Per le lavoratrici, il congedo di maternita' di cui al Capo III del decreto legislativo n. 151 del 2001, e successive modificazioni, usufruito nell'esecuzione di un contratto a tempo determinato presso lo stesso datore di lavoro, concorre a determinare il periodo di attivita' lavorativa utile a conseguire il diritto di precedenza di cui al comma 1. Alle medesime lavoratrici e' altresi' riconosciuto, alle stesse condizioni di cui al comma 1, il diritto di precedenza nelle assunzioni a tempo determinato effettuate dal datore di lavoro entro i successivi dodici mesi, con riferimento alle mansioni gia' espletate in esecuzione dei precedenti rapporti a termine. 3. Il lavoratore assunto a tempo determinato per lo svolgimento di attivita' stagionali ha diritto di precedenza rispetto a nuove assunzioni a tempo determinato da parte dello stesso datore di lavoro per le medesime attivita' stagionali. 4. Il diritto di precedenza deve essere espressamente richiamato nell'atto scritto di cui all'articolo 19, comma 4, e puo' essere esercitato a condizione che il lavoratore manifesti per iscritto la propria volonta' in tal senso al datore di lavoro entro sei mesi dalla data di cessazione del rapporto di lavoro nei casi di cui ai commi 1 e 2, ed entro tre mesi nel caso di cui al comma 3. Il diritto di precedenza si estingue una volta trascorso un anno dalla data di cessazione del rapporto.   Note all'art. 24: - Il Capo III del citato decreto legislativo n. 151 del 2001 reca: «Congedo di maternita'».


lunedì 18 settembre 2017

IL SENSO DEL LIMITE #sapere per #fareimpresa


Come mai, una volta raggiunta la posizione di leadership, si smarrisce il senso del limite?


A creare e modellare le condizioni situazionali sono i fattori di ordine superiore, i sistemi di potere; infatti, per comprendere quei schemi comportamentali complessi, dobbiamo considerare i sistemi, e non semplicemente le disposizioni individuali e situazioni. D’altro canto, sono proprio i sistemi a creare gerarchie di dominio, dove l’influenza e la comunicazione agiscono dall’alto verso il basso, raramente nell’altro senso.

È necessario, dunque ammettere come, sia il potere delle situazioni sia l’impalcatura comportamentale fornita dal Sistema, costruiscono e sorreggono il contesto sociale.

I “cattivi sistemi” plasmano “cattive situazioni”, responsabili della produzione di “mele marce”; d’altronde si possono considerare gli artefici di “cattivi comportamenti” anche in brave persone.

Dando un maggior peso ai processi situazionali e sistemici possiamo stabilire un continuum tra persona, situazione e sistema.

Persona: è un attore sul palcoscenico della vita; la sua libertà comportamentale è composta da varie componenti – genetiche, biologiche, fisiche e psicologiche.

Situazione: contesto comportamentale che, mediante le sue ricompense e le sue funzioni normative, ha il potere di assegnare significato e identità a quelli che sono i ruoli e lo status dell’attore.

Sistema: l’ideologia, l’insieme dei valori e il potere degli individui creano situazioni e impongono i ruoli e le aspettative, altrui, conformi alle proprie sfere di influenza.

Le situazioni sono create dai Sistemi. Sono proprio i Sistemi a fornire quel supporto istituzionale, autorità e risorse, tutte “qualità” indispensabili, che permettono alle situazioni di operare. È Il potere del Sistema a fornire la “più alta autorità” che legittima a recitare nuovi ruoli, a seguire nuove regole e a compiere determinate azioni che, invece, normalmente sarebbero assolutamente vietate da leggi, norme sancite da sempre.

Viene da pensare: a che serve sancire delle leggi se poi, comunque, possono essere annullate, sovrapposte da altre, non sancite legalmente?

A legittimare il “potere del sistema” è l’ideologia definita come “slogan” o proposta che legittima qualunque mezzo, considerato “giusto” per la maggioranza in una particolare epoca o in un particolar contesto.

I programmi, le politiche create per supportare un’ideologia diventano componente essenziale del Sistema; si finisce per abolire procedure del Sistema, ragionevoli e adeguate, per accettare come sacra l’ideologia. L’effetto lucifero è il sistema che riuscirà a distruggere l’iniziativa individuale e la volontà di resistere alle oppressioni.

 



martedì 12 settembre 2017

"PERIZIA BANCARIA" #sapere per #fareimpresa

Con molto piacere vi segnalo il volume del carissimo Stefano Chiodi.
Tratta della c.d. “perizia” in ambito bancario e finanziario
· pone in risalto la natura funzionale dell’elaborato e della consulenza tecnica · tratteggia le analogie con la C.T.U. · offre ampio spazio al ruolo del consulente di parte nel contradittorio con il consulente d’ufficio · esamina temi di grande attualità quali l’interest rate swap, il leasing finanziario e il leasing traslativo, la lite temeraria” nel contenzioso bancario e finanziario, l’omogeneità dei tassi soglia usura e l’usura penale.


"PERIZIA BANCARIA"