domenica 24 luglio 2016

Conto corrente – Applicazione commissioni e interessi illegittimi – Segnalazione in Centrale dei Rischi – Risarcimento danno non patrimoniale – Nesso di causalità "banca"

Con la pronuncia in commento, il Tribunale di Padova, nella persona del Dott. Giorgio Bertola, ha fissato importanti principi in materia di usura e segnalazione in Centrale dei Rischi di un cliente correntista di un istituto di credito.
Il Giudice ha, infatti, precisato che se per effetto di commissioni ed interessi illegittimi (per usura e/o anatocismo), il correntista viene segnalato in Centrale dei Rischi, è equo riconoscere, per il ristoro del danno non patrimoniale, una somma pari al doppio di quelle illegittimamente addebitate. Sussiste, infatti, il nesso causale tra le difficoltà finanziarie incontrate nel proprio esercizio di impresa dalla società e le condotte tenute dalla banca, che, pur avendo la società una posizione creditoria e non debitoria, ha segnalato la medesima in Centrale dei Rischi ed applicato interessi usurari.
Entrando nel merito della causa, gli attori, dando preliminarmente atto di aver svolto un giudizio di ATP ex 696-bis c.p.c. volto alla composizione bonaria della controversia, hanno convenuto la Cassa di Risparmio del Veneto per sentirla condannare a restituire quanto accertato dalla CTU, oltre al danno per le condotte illegittime tenuta dalla convenuta nella segnalazione in Centrale dei Rischi ed alle revoche delle linee di credito.
Si è costituita la convenuta chiedendo il rigetto delle domande attoree.
Nello specifico, la società correntista, operante nel settore dello sviluppo tecnologico, si è vista restituire dalla banca la somma di euro 114.617 per interessi usurari ed anatocistici illegittimamente applicati ad una aperura di credito in conto corrente.
Ma, cosa ancora più importante, il Giudice ha, inoltre, condannato l’istituto a risarcire la società correntista di una somma pari al doppio della cifra indebitamente pagata sul conto corrente, ossia euro 229.234, a titolo di risarcimento del danno non patrimoniale per errata segnalazione in Centrale dei Rischi.
La banca aveva, infatti, provveduto a segnalare l’impresa in Centrale dei Rischi per via del saldo passivo perdurante sia sul conto corrente aziendale, che sul conto corrente personale dei fideiussori.
Il Giudice ha considerato particolarmente dannosa per l’azienda l’ingiusta segnalazione in Centrale dei Rischi operata dalla banca, in quanto ciò le avrebbe impedito di svilupparsi commercialmente. L’essere segnalata nella lista dei “cattivi pagatori” le avrebbe, infatti, inibito sia l’accesso a nuovi crediti, che l’utilizzo dei fidi in essere con tutti gli istituti di credito e poi revocati. La segnalazione ha, dunque, creato una distorsione sull’effettivo merito creditizio della società correntista.

Infine, se il rapporto di conto corrente è stato acceso in data anteriore alla delibera CICR 9 febbraio 2000, qualsiasi pattuizione relativa all’applicazione di interessi anatocistici, seppure previsti a condizione di reciprocità, è illegittima; per l’effetto, il saldo del conto corrente va ricalcolato escludendo gli addebiti per interessi anatocistici.


venerdì 22 luglio 2016

Sarò presente a IO IMPRESA in tour con: ATTIVA studi integrati

Quante volte abbiamo trovato le porte chiuse nel tentativo di espandere il nostro business? Ebbene, IOIMPRESA SPALANCA I PORTONI ALLE AZIENDE CHE VOGLIONO AUMENTARE IL LORO FATTURATO! COME? LAVORANDO CON UNA RETE DI IMPRENDITORI 
Vi aspettiamo lunedi 25 luglio ALLE 18.30 - 19.00 IN SALA CIVICA A OSPEDALETTO EUGANEO


ATTIVA studi integrati srl, network di professionisti indipendenti (Docenti, Consulenti immobiliari, finanziari, legali, fiscali, aziendali, istituzionali, bancari ecc.) che si occupano di alta informazione e formazione ( materia sconosciuta ai semplici commercialisti) in ambito giuridico – economico, bancario-finanziario, rivolta alle imprese ( da individuali a SPA con o senza problemi apparenti ), ai professionisti ( Avvocati, Consulenti aziendali, Curatori fallimentari, CTP,CTU di Tribunali, Associazioni ), offre innovativi servizi ancora unici in Italia indispensabili per:

-Tutelare i diritti Bancari (mutui, leasing, anatocismo, usura), tutela dei beni aziendali, personali e famigliari.

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-Certificazione dell’operato del responsabile finanziario o dell’amministratore dell’azienda nei confronti della proprietà, dei soci o degli enti preposti.

Tutti i nostri servizi sono a tutela dei diritti e interessi dell’ impresa, mirati al risparmio dei costi di gestione non solo Bancaria.

Per comprendere l’esclusiva opportunità offerta, volta alla soluzione o miglioramento delle esigenze dell’impresa, ci rivolgiamo esclusivamente al legale rappresentante/proprietà, o al preposto avente potere decisionale, riservandoci di incontrarVi personalmente presso i Vs uffici.  

Mi potete contattare: 
Lucio Benetton
Cell. 335 67 72 096

Siamo indispensabili quando :
-Il Cliente è in difficoltà a gestire i rapporti con il sistema finanziario;
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-Il Cliente Vuole recuperare il “ maltolto “ ( complessivo costo del denaro superiore ai limiti di Legge );
-Il Cliente Vuole negoziare il debito;
-Il Cliente ha sottoscritto fidejussioni a favore delle banche che ora minacciano il “ Patrimonio Familiare “

Ci occupiamo di:
SALVAGUARDIA DELLA REPUTAZIONE DELLA PROPRIA AZIENDA PRESSO LA  CENTRALE RISCHI:
• Rilevazione segnalazioni errate • Cancellazione segnalazioni errate • Migliorare la reputazione bancaria • Migliorare l’accesso al credito • Guardarsi con gli occhi della banca • Monitoraggio trimestrale (i dati della centrale dei rischi pesano dal 70% al 90% nell'accessibilità al credito e nel costo del denaro).
FORMA GRAFICA DELLA CENTRALE DEI RISCHI: • Grafici • Istogrammi • Comparazione tra c/c • Comparazione tra affidamenti  •% utilizzo concessi • Analisi • Confronti tra posizionibancarie  •Sconfini evitabili.
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Usura ed apertura di credito, nulla la clausola che prevede la sola restituzione degli interessi usurari "Banca"

La Suprema Corte di Cassazione, con la sentenza in commento, è tornata a pronunciarsi in materia di usura, questa volta relativamente ad un contratto di apertura di credito in conto corrente.
Entrando nel merito della causa, Intesa San Paolo S.p.A., già incorporante l’originaria ricorrente Cassa di Risparmio di Venezia S.p.A., impugna il decreto del Tribunale di Venezia del 15 luglio 2010, con cui venne respinto il proprio reclamo avverso il decreto del giudice delegato del fallimento che aveva negato l’ammissione al passivo del credito dell’istante, vantato quanto ad euro 33.533,40 a saldo di conto corrente negativo e, dunque, a debito della società e del socio, nonché euro 35.224,00 quale saldo passivo di altro conto corrente garantito da fidejussione del debitore fallito.
Ritenne il Tribunale che fondatamente il decreto di esecutività dello stato passivo aveva respinto le domande, per la mancata produzione dei documenti idonei a dimostrare che il saldo dei due conti si era determinato con il computo di oneri finanziari conformi ai limiti di cui alla Legge n. 108/96, posto che, in antecedenza, il fallito ne aveva contestato la superiorità rispetto alle soglie d’usura.
Parimenti veniva dichiarata inammissibile la domanda riconvenzionale della curatela, estranea al perimetro delle domande proponibili, ai sensi dell’art. 99 L.F., pur apprezzandosene la difesa come idonea a suffragare il giudizio di superamento e violazione dei parametri di cui alla cit. L. n. 108/96, artt. 1 e 2, avendo i saldi dei due conti oltrepassato, prima del loro congelamento dovuto a revoca degli affidamenti, i tassi soglia.
In particolare il Tribunale rilevò che anche la commissione di massimo scoperto (CMS), pur se non priva di causa, dovesse essere inclusa tra gli elementi da conteggiare tra le “remunerazioni” in decisivo collegamento con l’erogazione del credito, così entrando nella commisurazione del tasso usurario, quale costo sostenuto dal finanziato, finendo con il coincidere il tasso d’interesse, ai fini della normativa applicata, con il costo del denaro.
Dalla conseguente CTU espletata il Tribunale ravvisò che il superamento del tasso soglia, totale per un conto e parziale per l’altro, già da parte del TAEG, implicava che gli importi percepiti dalla Banca erano superiori al credito insinuato, dunque, da non ammettere al passivo, stante la violazione dell’art. 1815, 2° comma, c.c. sin dall’origine del rapporto e l’inapplicabilità di un diverso principio di conservazione parziale del medesimo, tra l’altro mai praticato in costanza di relazione contrattuale.
Il ricorso è affidato a tre motivi, cui resiste con controricorso il fallimento. La Banca ha depositato memoria.
La Suprema Corte di Cassazione, con l’importante pronuncia in commento, ha affermato i due seguenti principi:
– “la clausola contenuta nei contratti di apertura di credito in conto corrente, che preveda l’applicazione di un determinato tasso sugli interessi dovuti dal cliente e con fluttuazione tendenzialmente aperta, da correggere con sua automatica riduzione in caso di superamento del c.d. tasso soglia usurario, ma solo mediante l’astratta affermazione del diritto alla restituzione del supero in capo al correntista, è nulla ex art. 1344 c.c., perché tesa a eludere il divieto di pattuire interessi usurari”;
– sino all’entrata in vigore della Legge n. 2/2009 “ogni eccedenza della CMS in concreto praticata rispetto alle entità massime fissate pro tempore dalle Istruzioni della Banca d’Italia non realizza di per sé un fattore rilevante al fine del superamento del tasso soglia usurario, trattandosi di elemento diverso … non calcolabile nel medesimo coacervo di fattori di costo, pertanto l’eventuale usurarietà del rapporto bancario può conseguire solo da una giustapposizione che, assumendo dal valore percepito di periodo la CMS e riscontratane in ipotesi il superamento di percentuale rispetto a quella massima, vada ad aggiungere tale costo improprio e non dovuto all’interesse propriamente detto, verificando se, per tale via, non sia stato superato in modo indiretto il taso soglia per avere questo così oltrepassato lo spread del TEGM”.



Fonte: http://www.creditofinanzanews.it/2016/07/21/usura-ed-apertura-credito-nulla-la-clausola-prevede-la-sola-restituzione-degli-interessi-usurari/

giovedì 21 luglio 2016

TROVA IL TUO TALENTO "Coaching"

Il capitale Umano determina il capitale economico.
I tuoi collaboratori sono l’asset piu’ importante che hai. 
I talenti che hai in azienda determinano il tuo successo.
Chi sono i Talenti? Sono i bravi collaboratori. Quelli a cui non devi chiedere mai nulla perché lo hanno già fatto, quelli che portano le soluzioni ai problemi, quelli che “non guardano l’orologio” perché “l’azienda è come se fosse anche loro”. Per avere talenti però devi avere un grande sogno perché nessuno veramente bravo si metterebbe con qualcuno che ha un sogno piccolo.
In azienda hai talenti oppure no?
Linkedin

mercoledì 20 luglio 2016

SUGGERIMENTI PER RISPARMIARE TEMPO "Coaching"

1. Imparare a dire di NO.
2. Eliminare le distrazioni.
3. Non fare il factotum.
4. Occuparsi di un foglio alla volta.
5. Abituarsi a scrivere.
6. Imparare a sfruttare i tempi morti.
7. Sfruttare i momenti di massima resa.
8. Non procrastinare.
9. Abituarsi a porsi la Domanda Magica: “Sto facendo il miglior    
uso del mio tempo, adesso?”
                                            10. Pianificare la mezz’ora dei problemi.

Io Impresa in Tour

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martedì 19 luglio 2016

ATTIVA studi integrati servizi per imprese, professionisti, associazioni

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Lucio Benetton
l.benetton@attivastudiintegrati.net

https://it.linkedin.com/in/lucio-benetton-40697669

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NEGOZIAZIONE DEL DEBITO: • Banche, clienti, fornitori • Stragiudiziale • Giudiziale • Piano di Ristrutturazione • Piano di Concordato.
VERIFICA ACCESSO AL CREDITO: • Business Plan aziendale • Piano Industriale • Analisi posizioni bancarie • Analisi merito creditizio • Finanza ordinaria • Finanza straordinaria • Finanza agevolata • Ricerca di partner finanziari • Costo del denaro.
GESTIONE FINANZA • Attiva / passiva.
CONSULENZA MANAGERIALE: • Migliorare la conoscenza e verificare l’efficacia dell’area Finanziaria della società.