sabato 30 luglio 2016

Sapete che dopo 8 o 15 gg. l'assegno non è più protestabile. " Banche"


L'assegno di Babbo Natale.



L'assegno è uno strumento di pagamento sostitutivo del denaro contante perchè:
  • è pagabile "a vista", può cioè essere pagato dalla banca del cliente che ha emesso l'assegno al momento della presentazione del titolo
  • è un titolo di credito, ossia il beneficiario può trasferirlo ad altre persone. La circolazione dell'assegno deve rispettare certe formalità; in particolare, deve avere la "girata" e cioè la firma apposta sul retro dell'assegno da parte del beneficiario e di eventuali altri giranti; se invece l'assegno è al portatore, la circolazione può avvenire mediante semplice consegna (è per questo che è sempre bene indicare il beneficiario).
  • L'assegno deve essere presentato per l'incasso entro un certo numero di giorni dalla data di emissione: otto giorni quando il comune di emissione è lo stesso di quello di pagamento (su piazza); quindici giorni se pagabile "fuori piazza" (in altro comune rispetto a quello di emissione).
Trascorsi gli 8 o i 15 giorni l'emittente può ordinare alla banca di non effettuare più il pagamento e viene meno la possibilità di attivare una serie di misure a protezione del beneficiario previste dalla legge in caso di mancato pagamento dell'assegno; la più importante è il "protesto", che consente di agire per via giudiziaria al fine di ottenere la somma dovuta.



giovedì 28 luglio 2016

Ci siamo: tassi negativi sui depositi "Banche"

Una delle maggiori banche europee, l’olandese ABN Amro, ha iniziato a imporre tassi negativi nei conti corrente. ABN Amro ha infatti mandato un avvertimento ai suoi clienti aziendali, dicendo che presto un tasso di interesse negativo verrà imposto ai loro conti correnti.
La banca è al lavoro per modificare le condizioni e i termini contrattuali, con l’obiettivo di includere una clausola speciale nei conti deposito: il diritto di ridurre i tassi di interesse sotto lo zero, dal momento che la banca vuole “proteggersi contro le circostanze di mercato in continuo cambiamento”.
ABN Amro è ancora una banca gestita dal governo e di proprietà pubblica. Il Ceo della banca Gerrit Zalm non viene dal settore finanziario come tipo di esperienza, bensì è stato il ministro delle Finanze olandese per ben più di 12 anni.
 Già fa specie vedere come sia stata la banca guidata da un burocrate e non da un banchiere la prima in Europa a iniziare a voler imporre una “tassa” sui clienti che vogliono parcheggiare i loro soldi presso le sue filiali. Ma è ancora più interessante sapere che è una banca statale a farlo.
L’istituto, che non è riuscita a rispettare l’impegno di fornire lingotti in oro ai suoi clienti come risultato di un investimento da loro attuato, è stato prima salvata da un consorzio di banche (Fortis, RBS, Santander per una somma record di 70 miliardi) poi è stata nazionalizzata durante la crisi finanziaria e un fondo di investimento del governo detiene tuttora il 77% delle azioni della banca.
Ne consegue che anche lo Stato trarrà beneficio dal cambio strategico volto a ottenere più soldi possibili dalle tasche dei suoi clienti. Ricapitolando, abbiamo una banca controllata dal governo che voleva rimpatriare il suo oro e che anziché dare il metallo ai suoi clienti come promesso, per saldare i debiti li ha pagati in cash. La stessa banca olandese ora propone di ridurre i tassi di interesse sotto zero, un’iniziativa vantaggiosa anche per il suo azionista numero uno: il governo. Sono tutte coincidenze?

25 luglio 2016, di Daniele Chicca

http://www.wallstreetitalia.com/ci-siamo-abn-amro-impone-tassi-negativi-sui-depositi/?utm_source=Facebook&utm_medium=link&utm_campaign=Facebook:%20WallStreetItalia

mercoledì 27 luglio 2016

ERRATA SEGNALAZIONE NELLA CENTRALE DEI RISCHI, la società deve sempre subire? "Banche"

Il presente articolo si colloca nell’ambito di una tematica che, negli ultimi anni, ha assunto un certo rilievo nel panorama giurisprudenziale civilistico (ma aggiungerei anche socio-economico): si tratta delle segnalazioni alla Centrale dei Rischi (Cr). L’esistenza di un contenzioso correlato al funzionamento della Cr, è una delle tante conseguenze negative della crisi economica che attanaglia l’Italia ormai da parecchi anni. Con la crisi, numerose imprese sono dovute ricorrere più intensamente all’indebitamento bancario. Il fenomeno del credito bancario è, in sé, ovviamente fisiologico, ma diventa patologico quando le imprese, per di più in numero elevato, non riescono a far fronte ai debiti assunti. In questo contesto si collocano le segnalazioni alla Cr.
La stessa Cr è un sistema informativo, presso la Banca Centrale, sull’indebitamento della clientela verso le banche e le società finanziarie (intermediari). Essi, in particolare, comunicano il totale dei crediti verso i propri clienti. E’ utile ricordare quali crediti debbano essere sottoposti a comunicazione:
1) di crediti pari o superiori a € 30.000;
2) dei crediti in sofferenza di qualunque importo.
In linea con il funzionamento della Cr, la Banca d’Italia fornisce mensilmente agli intermediari le informazioni sul debito totale verso il sistema creditizio di ciascun cliente segnalato. In questo ambito, pertanto, si delinea quello che potremmo definire come lo scopo con il quale si è inteso creare la Centrale Rischi, ossia:
1) migliorare il processo di valutazione del merito di credito della clientela;
2) innalzare la qualità del credito;
3) rafforzare la stabilità finanziaria del sistema creditizio.
Punto importante, inoltre, è quello che evidenzia come i dati della Cr siano riservati. Per quanto, invece, riguarda la correzione di eventuali errori nelle segnalazioni, l’interessato deve rivolgersi direttamente all’intermediario. Pertanto la funzione della Cr muove essenzialmente su due versanti. Su di uno, essa realizza un interesse pubblico, che trova sede attraverso le segnalazioni e comunicazioni; sull’altro, poi, si colloca il concessionario del credito, che è oggetto della segnalazione a sofferenza. Si delinea, così, una sorta di conflitto che trova una sua giustificazione nell’interesse pubblico all’ampliamento del patrimonio informativo, proprio degli enti creditizi, e nell’interesse del cliente alla conservazione dell’integrità della reputazione e dell’immagine.
Si può, in definitiva, osservare come il sacrificio dell’immagine o della reputazione possa ritenersi giustificato in quanto il credito interessato versi in una situazione di effettiva sofferenza. Infatti, nel caso in cui manchi tale condizione, si verifica una chiara illegittimità della segnalazione eseguita alla Cr. Naturalmente il regime della gravità della lesione è superiore nel caso in cui l’interessato assolva il ruolo di imprenditore commerciale. L’effetto principale della segnalazione, infatti, è che l’impresa segnalata viene considerata inaffidabile dall’intero sistema creditizio, con la conseguenza tipica che viene chiesto il rientro dagli affidamenti da parte di tutti gli intermediari che operano con l’impresa e diventa poi estremamente difficile, per l’imprenditore, ottenere nuovi finanziamenti.
Di fatto, una segnalazione alla Centrale rischi può determinare l’impossibilità per l’impresa di continuare a svolgere la propria attività. A queste condizioni, si comprende come un’errata segnalazione in Cr possa comportare danni significativi per la società che la subisce. Nelle ipotesi più gravi, l’impresa, che è già indebitata e dunque in difficoltà, può arrivare a essere dichiarata fallita, venendole meno i mezzi per operare sul mercato. Questo aspetto, a mio parere, è di estrema importanza soprattutto alla luce del fatto che, effetti così devastanti, fanno da contro altare ad un fondamento normativo, sul quale lo strumento della Cr ha tratto le sue origini, che trova sede in poche disposizioni.
Si tratta degli artt. 53, comma 1 lett. b), 67 comma 1 lett. b) e 107 comma 2, del Tub (Testo Unico Bancario). In base a queste previsioni normative, la Banca Centrale è stata destinata del conferimento del potere di emanazione, su conforme atto di deliberazione del Cicr (Comitato Interministeriale per il Credito ed il Risparmio), di provvedimenti relativi alla materia del contenimento del rischio. Si tratta di un impianto dispositivo la cui architettura è stata realizzata fuori da qualsivoglia intervento del Parlamento. Il legislatore, in tal modo, ha quasi voluto conferire alla Banca d’Italia come una sorta di delega in bianco, la quale resta sfornita completamente di criteri direttivi.
Il che sembra quasi aver delineato un meccanismo praeter legem (oltre la legge). Sulle banche interessate, pertanto, deve ricadere l’obbligo di quelle cautele necessarie ai fini del rispetto delle ragioni dell’utenza. Quello che le banche debbono evitare è, quindi, di rendersi artefici di false comunicazioni. Tuttavia, il sempre crescente ricorso alla tutela giudiziaria fa ritenere che non sempre la segnalazione alla Cr sia assistita dal rispetto dei criteri di legittimità richiesti. In questi casi la parte che vi rimane coinvolta esercita i mezzi rimediali utili a conseguire esito di cancellazione di segnalazione illegittima oltre la eventuale azione di risarcimento del danno subito.

di Gimmi Distante per @SpazioEconomia



Lucio Benetton
Cell. 335 67 72 096 
l.benetton@attivastudiintegrati.net




domenica 24 luglio 2016

Per un imprenditore la certezza del sapere..........non ha prezzo

LA CERTEZZA DEL SAPERE …… NON HA PREZZO
SAPERE: Essere perfettamente consapevole, rendersene conto, so bene quello che dico per cognizione di causa, prevedere che si verifichi una certa cosa, espresso da frase oggettivo, CERTEZZA.

PRESUMERE: Credere, ritenere, supporre come vero, presumo che le notizie siano esatte, nutrire eccessiva fiducia nelle proprie capacità, pretendere di poter fare, espresso da frase soggettiva, INCERTEZZA.


ATTIVA studi integrati srl, network di professionisti indipendenti (Docenti, Consulenti immobiliari, finanziari, legali, fiscali, aziendali, istituzionali, bancari ecc.) che si occupano di alta informazione e formazione ( materia sconosciuta ai semplici commercialisti) in ambito giuridico – economico, bancario-finanziario, rivolta alle imprese ( da individuali a SPA con o senza problemi apparenti ), ai professionisti ( Avvocati, Consulenti aziendali, Curatori fallimentari, CTP,CTU di Tribunali, Associazioni ), offre innovativi servizi ancora unici in Italia indispensabili per:

-Tutelare i diritti Bancari (mutui, leasing, anatocismo, usura), tutela dei beni aziendali, personali e famigliari.

-Salvaguardare la reputazione aziendale e personale presso la CR di Banca D’Italia, potente strumento che vi  permette conoscere il reale valore della vostra azienda per trattare con cognizione di causa con il sistema Bancario ( rating, Basilea 3, costo del denaro, accessibilità al credito ).

-Consulenza amministrativa, finanziaria, bancaria e di controllo interno ( gestire correttamente la finanza per avere credibilità Bancaria, riduzione dei costi degli oneri finanziari, accessibilità al credito). 

-FAIR VALUE, obbligatorio per il bilancio 2016 su 2017.

-Certificazione dell’operato del responsabile finanziario o dell’amministratore dell’azienda nei confronti della proprietà, dei soci o degli enti preposti.

Tutti i nostri servizi sono a tutela dei diritti e interessi dell’ impresa, mirati al risparmio dei costi di gestione non solo Bancaria.

Per comprendere l’esclusiva opportunità offerta, volta alla soluzione o miglioramento delle esigenze dell’impresa, ci rivolgiamo esclusivamente al legale rappresentante/proprietà, o al preposto avente potere decisionale, riservandoci di incontrarVi personalmente presso i Vs uffici.  

Contatto: 
Lucio Benetton
Cell. 335 67 72 096



Siamo indispensabili quando :
-Il Cliente è in difficoltà a gestire i rapporti con il sistema finanziario;
-Il Cliente non riceve più credito dal sistema finanziario;
-Il Cliente deve opporsi a Decreti Ingiuntivi richiesti dalle banche;
-È in corso la valutazione per proporre un concordato;
-Il Cliente Vuole recuperare il “ maltolto “ ( complessivo costo del denaro superiore ai limiti di Legge );
-Il Cliente Vuole negoziare il debito;
-Il Cliente ha sottoscritto fidejussioni a favore delle banche che ora minacciano il “ Patrimonio Familiare “

Ci occupiamo di:
SALVAGUARDIA DELLA REPUTAZIONE DELLA PROPRIA AZIENDA PRESSO LA  CENTRALE RISCHI:
• Rilevazione segnalazioni errate • Cancellazione segnalazioni errate • Migliorare la reputazione bancaria • Migliorare l’accesso al credito • Guardarsi con gli occhi della banca • Monitoraggio trimestrale (i dati della centrale dei rischi pesano dal 70% al 90% nell'accessibilità al credito e nel costo del denaro).
FORMA GRAFICA DELLA CENTRALE DEI RISCHI: • Grafici • Istogrammi • Comparazione tra c/c • Comparazione tra affidamenti  •% utilizzo concessi • Analisi • Confronti tra posizionibancarie  •Sconfini evitabili.
VERIFICAI POSIZIONI BANCARIE: • Anatocismo e usura nei conti correnti • Usura mutui e leasing • Illeciti nei derivati e swap • Truffa contrattuale • Fidejussioni, eccesso di garanzie • Sbilanci, affidamenti, fido di cassa.
CHECK UP AZIENDALE • Valutazione aziendale • Analisi di bilancio e rating • Analisi di bilancio infra annuale • Business Plan Start up • Piano Industriale • Piano di Project Financing.
SALVAGUARDIA BENI: • Beni aziendali • Beni personali • Beni famigliari in forma ATTIVA o PASSIVA
VERIFICA DOCUMENTALE: • Non lasciare le comunicazioni nel cassetto! Meritano la giusta attenzione e tempestività. Controllare conviene! • Assistenza legale.
VERIFICA CARTELLE ESATTORIALI: • Verifica cartelle equitalia • Rilevazione tributi non dovuti • Verifica piani di rateazione.
RISTROTTURAZIONE: • Assistenza alle imprese in difficoltà, per riportarle ad una situazione di equilibrio economico finanziario, prima di arrivare al rischio fallimento.
NEGOZIAZIONE DEL DEBITO: • Banche, clienti, fornitori • Stragiudiziale • Giudiziale • Piano di Ristrutturazione
• Piano di Concordato.
VERIFICA ACCESSO AL CREDITO: • Business Plan aziendale • Piano Industriale • Analisi posizioni bancarie
• Analisi merito creditizio • Finanza ordinaria • Finanza straordinaria • Finanza agevolata • Ricerca di partner finanziari • Costo del denaro.
GESTIONE FINANZA • Attiva / passiva.

CONSULENZA MANAGERIALE:  • Migliorare la conoscenza e verificare l’efficacia dell’area Finanziaria della società.

Conto corrente – Applicazione commissioni e interessi illegittimi – Segnalazione in Centrale dei Rischi – Risarcimento danno non patrimoniale – Nesso di causalità "banca"

Con la pronuncia in commento, il Tribunale di Padova, nella persona del Dott. Giorgio Bertola, ha fissato importanti principi in materia di usura e segnalazione in Centrale dei Rischi di un cliente correntista di un istituto di credito.
Il Giudice ha, infatti, precisato che se per effetto di commissioni ed interessi illegittimi (per usura e/o anatocismo), il correntista viene segnalato in Centrale dei Rischi, è equo riconoscere, per il ristoro del danno non patrimoniale, una somma pari al doppio di quelle illegittimamente addebitate. Sussiste, infatti, il nesso causale tra le difficoltà finanziarie incontrate nel proprio esercizio di impresa dalla società e le condotte tenute dalla banca, che, pur avendo la società una posizione creditoria e non debitoria, ha segnalato la medesima in Centrale dei Rischi ed applicato interessi usurari.
Entrando nel merito della causa, gli attori, dando preliminarmente atto di aver svolto un giudizio di ATP ex 696-bis c.p.c. volto alla composizione bonaria della controversia, hanno convenuto la Cassa di Risparmio del Veneto per sentirla condannare a restituire quanto accertato dalla CTU, oltre al danno per le condotte illegittime tenuta dalla convenuta nella segnalazione in Centrale dei Rischi ed alle revoche delle linee di credito.
Si è costituita la convenuta chiedendo il rigetto delle domande attoree.
Nello specifico, la società correntista, operante nel settore dello sviluppo tecnologico, si è vista restituire dalla banca la somma di euro 114.617 per interessi usurari ed anatocistici illegittimamente applicati ad una aperura di credito in conto corrente.
Ma, cosa ancora più importante, il Giudice ha, inoltre, condannato l’istituto a risarcire la società correntista di una somma pari al doppio della cifra indebitamente pagata sul conto corrente, ossia euro 229.234, a titolo di risarcimento del danno non patrimoniale per errata segnalazione in Centrale dei Rischi.
La banca aveva, infatti, provveduto a segnalare l’impresa in Centrale dei Rischi per via del saldo passivo perdurante sia sul conto corrente aziendale, che sul conto corrente personale dei fideiussori.
Il Giudice ha considerato particolarmente dannosa per l’azienda l’ingiusta segnalazione in Centrale dei Rischi operata dalla banca, in quanto ciò le avrebbe impedito di svilupparsi commercialmente. L’essere segnalata nella lista dei “cattivi pagatori” le avrebbe, infatti, inibito sia l’accesso a nuovi crediti, che l’utilizzo dei fidi in essere con tutti gli istituti di credito e poi revocati. La segnalazione ha, dunque, creato una distorsione sull’effettivo merito creditizio della società correntista.

Infine, se il rapporto di conto corrente è stato acceso in data anteriore alla delibera CICR 9 febbraio 2000, qualsiasi pattuizione relativa all’applicazione di interessi anatocistici, seppure previsti a condizione di reciprocità, è illegittima; per l’effetto, il saldo del conto corrente va ricalcolato escludendo gli addebiti per interessi anatocistici.


venerdì 22 luglio 2016

Sarò presente a IO IMPRESA in tour con: ATTIVA studi integrati

Quante volte abbiamo trovato le porte chiuse nel tentativo di espandere il nostro business? Ebbene, IOIMPRESA SPALANCA I PORTONI ALLE AZIENDE CHE VOGLIONO AUMENTARE IL LORO FATTURATO! COME? LAVORANDO CON UNA RETE DI IMPRENDITORI 
Vi aspettiamo lunedi 25 luglio ALLE 18.30 - 19.00 IN SALA CIVICA A OSPEDALETTO EUGANEO


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