martedì 30 gennaio 2018

"SIAMO TUTTI LEADER" #sapere per #fareimpresa

 "SIAMO TUTTI LEADER"

Alcuni, come i genitori e gli insegnanti, hanno un impatto profondo ed evidente sugli altri. Altri come i nostri superiori, possono essere sia leader che manager, ispirare e gestire. Coloro che fanno lavori più umili o con meno persone sotto il loro diretto controllo, come impiegati, cassieri, operai, possono costantemente offrire il buon esempio e ogni giorno si trovano di fronte a molte opportunità per rendere la giornata degli altri migliore, più semplice, più sorridente, anche attraverso piccoli e semplici gesti.

Essere consapevoli che quello che facciamo e diciamo verrà visto, sentito, percepito dagli altri, e che con i nostri comportamenti, pensieri, azioni, possiamo ispirare, motivare, influenzare gli altri, sia positivamente che negativamente, è il primo passo per realizzare che ognuno di noi è un leader.



lunedì 22 gennaio 2018

Di chi è il Buon Senso #SAPERE PER #FAREIMPRESA


Le persone intelligenti non sempre fanno le cose in modo intelligente; a volte, possono compiere azioni irrazionali e confuse, come perdere tutti i loro soldi giocando d'azzardo sul mercato delle azioni o dimenticare di portarsi dietro indumenti adeguati per un'escursione in aperta campagna, durante una giornata dalle condizioni climatiche piuttosto ballerine. Qualunque sia il tuo background, la tua formazione, il tuo quoziente intellettivo o la tua esperienza, il buon senso può essere assimilato e applicato nelle situazioni della vita di tutti i giorni. E, sebbene sembri una provocazione suggerire che a volte pare che le persone intelligenti non abbiano sale in zucca, questa deliberata associazione serve unicamente a sottolineare che tutti hanno sbandamenti nell'utilizzo del pensiero pratico.






domenica 7 gennaio 2018

Da domani 08-01-18 moltissimi tornano al lavoro e molti potrebbero..... #sapere per #fareimpresa# provocatori


Da domani 08-01-18 moltissimi tornano al lavoro e molti potrebbero trovarsi difronte alla necessita di dovere difendersi dai soliti provocatori

Esistono persone che “attaccano” gli altri anche per prevenire le critiche e porsi in una situazione di vantaggio: perché lo fanno, come prevenirli  
Il suo identikit Sa tirare fuori il peggio dalle persone con cui si relaziona, sa farle arrabbiare e irritare come nessun altro, riesce a creare discussioni e litigi dal nulla, è insuperabile nel farle restare male, nel disorientare e nel mettere in imbarazzo. È il provocatore: una persona comune, che però in alcuni momenti utilizza una modalità comunicativa finalizzata a colpire sul vivo l’interlocutore per vedere se e come reagisce. Di solito il provocatore lo fa in modo consapevole e al contempo automatico, cioè identifica da tempo nella provocazione un “valore aggiunto”, uno strumento per affermarsi. A volte, più di rado, il provocatore non se ne accorge: parole maldestre gli scappano di bocca come guidate da intenzioni inconsce. In ogni caso tutto ciò gli riesce in modo magistrale, riuscendo talora a tirare fuori dai gangheri persone dotate di notevole self-control e di ottima autostima.
Reazioni scomposte Il provocatore può agire in tre modi: 1) pungola; 2) spiazza; 3) mette in difficoltà. Ma perché lo fa? In genere vuole prendere un vantaggio nella relazione per gestirla come vuole lui. Ma è possibile che questo sia anche un modo per attirare l’attenzione, per emergere dall’anonimato. In altri casi è una forma di difesa: attacca per prevenire critiche e per spostare l’attenzione sull’altro. A volte fa di tutto per tirare fuori la parte più aggressiva e scomposta di una persona per metterlo alla prova e vedere quanto resiste (come una sorta di nevrotica “prova d’amore”), per dimostrare che “in realtà è fatta così” e per poter dire: «Ecco cosa c’è dietro la maschera, lo sapevo!». In effetti chi ci casca può reagire così scompostamente da finire poi per chiedergli pure scusa. Diventare “immuni” ai provocatori però è possibile e significa migliorare notevolmente la qualità della propria vita.      
Un solo obiettivo: far male a chi hanno di fronte  

- Inseriscono nelle conversazioni critiche gratuite e letture della realtà faziose

- Scherzano in modo pesante, rivolti al lato debole dell’altro

- Tentano sempre di esprimere “verità scomode” che feriscono

- Banalizzano gli sforzi, i risultati e l’aiuto di chi hanno di fronte

- Fanno del sarcasmo o danno soprannomi che contengono elementi svilenti

Riconosci le tue reazioni Guarda nel tuo passato per individuare come reagisci ai provocatori: sono sempre gli stessi? Ci sono tematiche specifiche? Metti in atto uno “schema fisso” di risposta? Conoscerlo ti permette di agire su di esso.
Non reagire come lui Non rispondere alle provocazioni con altre provocazioni o finirà nella litigata che lui tanto auspica. Non cercare di giustificarti, non sentirti in dovere di spiegare e di chiarire. Lui è in mala fede e non ti ascolterà.
Spezza l’automatismo Quando ti senti provocato, colpito sul vivo, è la grande occasione per cambiare: trattieniti dal reagire come al solito, ferma la tua azione “riflessa” e osservati. Poi comincia a osservare anche lui.
Conclusione Il provocatore si aspetta qualcosa da te: un’arrabbiatura, una chiusura, uno sguardo ferito, un insulto. Sorprendilo con un gesto inaspettato: ridi, oppure simula indifferenza, o stai in silenzio guardandolo con distacco. E non cedere: in breve non saprà più cosa fare e capirà che con te “non attacca”.


Tratto da: Riza.it

martedì 2 gennaio 2018

CONOSCERE SE STESSI PER AIUTARE GLI ALTRI. #sapere per #fareimpresa

Consapevolezza delle proprie capacità e dei propri limiti, limiti che si possono superare con impegno, formazione e tanta umiltà. Consapevolezza che spesso manca  nel management e che mi lascia perplesso. Purtroppo ho notato che questo modo di lavorare coinvolge anche la consulenza. Moltissimi consulenti di direzione, formatori, coach lavorano su un modello precostituito (come un abito da grandi magazzini) e non sul "fatto su misura".

“Se conosci il nemico e te stesso, la tua vittoria è sicura. Se conosci te stesso ma non il nemico, le tue probabilità di vincere e perdere sono uguali. Se non conosci il nemico e nemmeno te stesso, soccomberai in ogni battaglia.” Sun Tzu




domenica 10 dicembre 2017

I pericoli nella crescita di una azienda, tre consigli per le imprese in crescita #sapere per fare #impresa


In una azienda a conduzione famigliare sei tu a comandare, è normale, ma quando la tua azienda inizia a crescere voler mantenere lo stesso livello di controllo sulle cose che avevi quando eri un libero professionista dell’imprenditoria che lavorava da solo in una stanza non è realistico. I dipendenti sono persone con priorità e idee proprie; sono proprio le idee che dovresti incoraggiare, piuttosto che ritrovarti alle prese con un numero sempre crescente di linee guida, processi e altre minuzie burocratiche.

Essenzialmente, si tratta in primo luogo di non perdere di vista i motivi per i quali ti sei messo in affari. È stato per semplificare la vita di una determinata tipologia di clienti? Per aiutarli a risparmiare? O, come si suol dire, per costruire una migliore trappola per topi? Non appena gli ordini (e i soldi) cominciano ad arrivare, è facile diventare compiacenti e spendere tempo e risorse aziendali preziose in attività irrilevanti ai fini della redditività, o che semplicemente non hanno nessuna importanza. Sono proprio questi i primi passi per diventare una grande azienda ottusa.

Ciò non significa che un’azienda in crescita non abbia bisogno di processi e linee guida… certo che ne ha, ma soltanto in misura sufficiente a soddisfare i regolamenti aziendali, mantenere le spese sotto controllo e accertarsi che i dipendenti abbiano compreso i rispettivi compiti e le responsabilità etiche. Lo snellimento dei principi, incentrato sulla riduzione al minimo degli scarti e sulla definizione del valore in termini di esigenze dei clienti finali, offre una buona sintesi di base di quelle che dovrebbero essere le priorità assolute di un’azienda in crescita.

Tre consigli per  le imprese in crescita

1. Mantieni i processi aziendali efficienti: Prima di aggiungere un nuovo processo, o apportare modifiche a un processo esistente, accertati di valutare la situazione dalla giusta angolazione. Concentrati sugli esiti, piuttosto che sulle attività. Laddove possibile, lascia che siano i dipendenti a prendere le decisioni. Inoltre, organizza i processi al fine di minimizzare la duplicazione delle attività, garantendo l’impegno e il coinvolgimento dei talenti migliori.

2. Non abbandonare le cose che funzionano: L’attuale campagna di marketing ti ha stufato? Pensaci bene prima di riorganizzarla, poiché potrebbe ancora generare grandi profitti. È facile farsi sopraffare dalla sindrome “dell’oggetto bello e luccicante”, ma ricorda che “più nuovo” non significa necessariamente “migliore”.

3. Non perdere di vista il cliente: È abbastanza ovvio, ma in senso più ampio tale punto rafforza quello precedente: concentrati di più sulle cose che generano un valore reale per il cliente e l’azienda e di meno sul vincere premi di settore o sull’avere gli uffici più belli dell’intero isolato.


Ogni organizzazione in crescita ha bisogno di leader, processi e gerarchie. Il trucco per una crescita di successo è mantenere le cose quanto più semplici possibile, aggiungendo complessità soltanto dove si scorge un chiaro valore.




domenica 26 novembre 2017

Lucio Benetton "Sapere per fare impresa": "Il gigante con i piedi d'argilla" #sapere per far...

Lucio Benetton "Sapere per fare impresa": "Il gigante con i piedi d'argilla" #sapere per far...: Quando fare impresa diventa solo una questione di business si crea la condizione del: "il gigante con i piedi d'argilla". ...

"Il gigante con i piedi d'argilla" #sapere per fare #impresa

Quando fare impresa diventa solo una questione di business si crea la condizione del: "il gigante con i piedi d'argilla".



10 PUNTI CHE MERITANO ALMENO UNA RIFLESSIONE.
1. mantenere gli accordi presi, rispettare la parola data avere sani principi e valori, essere onesto con tutte le persone. 2. disciplinare se stessi, soprattutto sulle attività strategiche avere una buona autodisciplina, imporsi di fare, forzarsi. 3. creare una rete di alleanze andare d’accordo con le persone e creare feeling. 4. fare in modo di avere armonia anche nella sfera personale avere un compagno/a di vita che ti sostiene. 5. non risparmiarsi, fare anche le cose che non ci piacciono lavorare più duramente degli altri. 6. provare passione per quello che si sta facendo amare il proprio lavoro, la propria azienda, i propri clienti e il loro stile. 7. avere doti di leadership essere in grado di trascinare, coinvolgere e far sognare le persone. 8. essere ambiziosi, desiderare qualcosa di più possedere spirito competitivo, deve piacere la sfida. 9. essere ben organizzati saper organizzarsi e organizzare consente di avere tempo a disposizione. 10. saper vendere avere la capacità di trasferire le proprie idee anche agli altri e vendere i propri prodotti/servizi.