martedì 18 agosto 2020

Super Ecobonus 110%, le proposte delle banche

 Stai leggendo un articolo di Qui Finanza 17 Agosto 2020

 Link: https://quifinanza.it/soldi/super-ecobonus-110-credit-agricole-unicredit/408532/


Da Unicredit a Crédit Agricole, tutti i pacchetti più interessanti riferiti allo sgravio fiscale per le spese sostenute in casa fino al 31 dicembre 2021

È possibile richiedere la cessione del credito in due modi:

  • attraverso uno sconto sulla fattura dell’impresa, che quindi utilizzerà a sua volta il credito o lo girerà a un terzo soggetto;
  • sotto forma di cessione del credito (da parte del condominio o del contribuente) a una banca, a una società finanziaria o anche a un terzo soggetto.

Le banche hanno quindi iniziato a presentare le proprie offerte in merito alla cessione del credito.

Super Ecobonus 110%, l’offerta di UniCredit

Per conoscere l’offerta di UniCredit, ipotizziamo un pacchetto di lavori di efficientamento energetico per un totale di 600 mila euro su un immobile di cui il contribuente possiede 40 millesimi di proprietà, quindi con i costi a suo carico di 24 mila euro. Se sceglie di ricorrere in proprio al credito, il contribuente potrà ricevere 26.400 euro sotto forma di detrazione Irpef, spalmati in cinque rate da 5.280 euro. Se l’operazione viene avviata entro la fine di settembre, la banca acquisterà il credito a 102 euro ogni 110: quindi, la cessione del credito verrebbe remunerata subito per 24.480 euro.

A livello normativo, la cessione del credito può avvenire in un massimo di tre momenti ad avanzamento lavori: la prima quando si è giunti almeno al 30%, la seconda ad almeno il 60%, la terza al saldo. La cessione del credito alla banca, inoltre, può essere deliberata da un condominio senza però alcun obbligo per il singolo condòmino di aderirvi. Spetterà all’amministratore effettuare il riparto millesimale delle spese e cedere le quote degli inquilini interessati. Ognuno potrà quindi scegliere se tenersi il credito o cederlo a un soggetto diverso da quello della delibera.

Se a cedere il credito entro il 30 settembre è invece l’impresa che effettua i lavori del Super Ecobonus riceverà da UniCredit 100 euro ogni 110 di credito. Il finanziamento necessario per coprire i costi da sostenere prima del pagamento delle fatture da parte del committente e prima della cessione del credito è a tasso fisso massimo del 6,4%. La cessione del credito, seppur in percentuale minore, può avvenire anche per altri tipi di lavoro: bonus ristrutturazione (50%), ecobonus normale (75%), bonus facciate (90%).

Super Ecobonus 110%, in arrivo la proposta di Crédit Agricole

UniCredit al momento ha battuto tutti sul tempo, ma entro la fine di agosto dovrebbero avanzare le loro proposte anche gli altri istituti bancari. Crédit Agricole, per esempio, dovrebbe presentare un pacchetto di misure sia per la cessione del credito sia per il finanziamento dei lavori a privati, condomini e imprese edili. Il tutto dovrebbe poi aggiungersi a un plafond da 10 miliardi di euro pensato per imprese e famiglie, varato prima dell’estate 2020.

Super Ecobonus 110%, le proposte delle altre banche: da Intesa a Bnl

In dirittura d’arrivo anche la proposta di Intesa Sanpaolo, che a giugno ha già lanciato un mutuo ‘green’ a tassi molto competitivi e avviato il servizio Energy Check (in collaborazione con Casaclima), per valutare le prestazioni energetiche del proprio immobile e le potenzialità di risparmio. Si tratta di un servizio offerto a costo calmierato, che rientra tra quelli agevolabili dal bonus in caso di esecuzione dei lavori.

Entro la fine di agosto è atteso anche il pacchetto di misure della Bnl. L’istituto dovrebbe ricalcare quello descritto per UniCredit (cessione possibile sia per privati sia per imprese possibilità di finanziamenti ponte prime che la cessione si possa perfezionare). Per quanto riguarda i privati, ha specificato Bnl, i costi non dovrebbero superare il 10% dell’importo dei lavori, consentendo pertanto di restituire l’intera spesa sostenuta per migliorare le prestazioni della casa o del condominio.

Hai letto un articolo di Qui Finanza 17 Agosto 2020


lunedì 10 agosto 2020

Tre superprof lanciano un appello ...

 

Tre superprof lanciano un appello alla scuola italiana: «Diamoci all’Imprenditorialità»

Armando Persico (Bergamo), Carlo Mazzone (Benevento) e Daniele Manni (Lecce) hanno tre cose in comune: 1) sono docenti; 2) insegnano da molti anni Educazione all’Imprenditorialità, incentivando e seguendo gli studenti nella creazione di micro “startup”; 3) tutti e tre sono risultati finalisti a quello che è conosciuto come il “Premio Nobel” per l’insegnamento da un milione di dollari: il Global Teacher Prize.

Daniele Manni è risultato finalista nella prima edizione del 2015, Armando Persico due anni dopo, nel 2017, mentre Carlo Mazzone è attualmente in lizza, tra i 50 finalisti dell’edizione 2020. Nei sei anni di esistenza del Global Teacher .........


https://www.giornaledellepmi.it/tre-superprof-lanciano-un-appello-alla-scuola-italiana-diamoci-allimprenditorialita/?share=linkedin&nb=1



giovedì 6 agosto 2020

Miglioramento dell’efficienza in azienda _ analisi “ Lean”

Alcune considerazioni preliminari ad un intervento di analisi e miglioramento dell’efficienza di un processo organizzativo / produttivo in azienda _ analisi ” Lean”

  1. Propedeutico all’ attività di miglioramento dei processi aziendali è definire quali sono gli attributi del prodotto e del servizio che il cliente riconosce ed è disposto a pagare ...........


I numeri parlano chiaro

I numeri parlano chiaro: chi investe in ricerca e innovazione resiste alle crisi

Le aziende che usciranno meglio dall’emergenza Covid-19 sono quelle che hanno puntato sulla valorizzazione delle risorse, sull’innovazione, sulla digitalizzazione e sulla diversificazione del prodotto. Lo rileva l’Istat sulla base dei dati del Censimento permanente sulle imprese: numeri che identificano i profili virtuosi delle aziende che hanno tenuto alla doppia crisi del 2008 e del 2013.................



lunedì 12 novembre 2018

5 motivi per assumere un Senior #Sapere per #fare #impresa

5 motivi per assumere un Senior

Oggi il lavoro è flessibile, remoto, occasionale e part-time, sempre più standardizzato e le carenze di competenze sono presenti in molti settori: ecco perché le organizzazioni dovrebbero tenere in maggiore considerazione i lavoratori più anziani

Grazie a Dio siamo più longevi e sani rispetto al passato. Secondo le Nazioni Unite, quasi 700 milioni di persone hanno ora più di 60 anni. Entro il 2050, 2 miliardi di persone, più del 20% della popolazione mondiale, avranno 60 anni o più. Di conseguenza, possiamo e vogliamo lavorare più a lungo. Ma non è sempre semplice restare in azienda dopo una certa età.
In un momento in cui il lavoro è flessibile, remoto, occasionale e part-time, sempre più standardizzato e le carenze di competenze sono presenti in molti settori, le organizzazioni dovrebbero tenere in maggiore considerazione i lavoratori più anziani.
Ecco 5 validi motivi per cui trattenere e assumere persone in età matura possono aumentare la produttività all’interno di un’organizzazione.

  1. Possono migliorare la retention. Trattenere i talenti permette di risparmiare denaro. Spesso le aziende hanno paura di assumere qualcuno alle soglie del pensionamento perché stanno cercando di migliorare la fidelizzazione, ma la lealtà è ormai un fenomeno sempre più raro. Le probabilità dunque che un lavoratore di 60 anni stia con la tua organizzazione per cinque anni sono superiori rispetto a quelle un venticinquenne che pensa a viaggi, spostamenti per cogliere nuove opportunità o per seguire la propria famiglia o valuta seriamente di spostarsi in maniera permanente in un altro stato. 
  1. Hanno già competenze necessarie per il futuro. Parliamo molto della necessità per le organizzazioni all’interno di una trasformazione digitale di promuovere soft skill per garantire ai propri dipendenti la capacità di adattarsi ai cambiamenti e lavorare con le nuove tecnologie. Queste sono competenze sono il lavoro di squadra, il pensiero critico, il problem solving e la comunicazione. Abilità che richiedono tempo. La maggior parte dei lavoratori più anziani ha avuto quel tempo a sua disposizione; capiscono in fretta le policy nell’ambiente di lavoro, sanno comunicare idee, lavorare con persone a diversi livelli di un’organizzazione e risolvere problemi. I dipendenti maturi possono dunque dare quel valore aggiunto che permette di integrare una forza lavoro più giovane e creare una squadra molto forte.
  1. Mantengono la calma e riescono ad andare avanti. Quando qualcosa va storto in un posto di lavoro, cerchiamo nuove strade per gestirlo. Un collaboratore giovane potrebbe essersi laureato a pieni voti ma non essere ancora in grado di reagire adeguatamente alla pressione. La maturità deriva da anni di esperienza di vita e di lavoro e crea dipendenti che si sentono meno "scossi" quando si verificano problemi. In quest’ottica, i lavoratori senior possono essere ottimi mentor per le generazioni più giovani.
  1. Sono ricettivi verso le novità tecnologiche. Come numerose ricerche dimostrano, non è affatto vero che i senior siano ostili nei confronti della tecnologia. Anzi, è vero l’esatto contrario. I lavoratori più maturi sono tendenzialmente curiosi e in grado di comprendere come applicare al meglio le novità tecnologiche. Evercore ISI stima che 14 milioni di baby boomer statunitensi prevedono di sfruttare le potenzialità offerte dal mobile entro quattro anni e stanno recuperando terreno con i millennial. Le aziende tecnologiche stanno semplificando sempre più le loro interfacce utente per soddisfare una clientela più anziana. Considerando la velocità del cambiamento, ogni azienda dovrebbe garantire una formazione continuo per tutti i dipendenti anche on-demand in modo che si possano sviluppare nuove competenze in formati adeguati.
  1. Le organizzazioni all’insegna della diversity hanno prestazioni migliori. Diversi studi hanno rilevato che le organizzazioni che fanno della diversity (tra cui appunto anche età diverse) un loro punto di forza hanno prestazioni migliori. Uno studio dell'Università di Zurigo ha rilevato che un aumento della diversità di età può avere notevoli effetti positivi sulla produttività, in particolare nelle aziende innovative e creative. Mentre la produttività individuale può diminuire con l’avanzare dell’età, la produttività organizzativa tende a crescere. Anche se non tutti i dipendenti in età matura saranno in grado o disposti a ricoprire lo stesso ruolo che avrebbero se avessero vent’anni, la loro presenza in un'azienda arricchisce la profondità del potere del cervello e delle personalità disponibili. Assumere o mantenere dipendenti anziani potrebbe significare modificare la descrizione del lavoro, riassegnare il personale o offrire condizioni part-time o più flessibili. Se questo può apparire come una seccatura, occorre riflettere a cosa si perde se si perde questa forza lavoro. 


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